Si parla, infatti, di bullismo diretto quando viene agito a livello fisico (calci, pugni, spintoni, ecc.) o verbale (insulti, parolacce, offese, calunnie) e di bullismo indiretto quando c'è derisione, emarginazione, esclusione, diffusione di pettegolezzi (bullismo psicologico).
Il bullo è colui o colei che prende in giro ripetutamente, rimprovera, intimidisce, minaccia, vuole dominare sugli altri, è aggressivo fisicamente o verbalmente, danneggia gli oggetti altrui e si irrita facilmente; la vittima è quella persona, maschio o femmina, che subisce le angherie del bullo, in privato o in pubblico, in modo ripetuto e persecutorio.
Oltre al bullo e alla vittima esistono altri protagonisti, coinvolti direttamente o indirettamente: gli amici del bullo, che partecipano attivamente alle azioni di prevaricazione o emarginazione e fanno da spalla al leader; coloro che vengono spinti e coinvolti dal bullo ad essere complici di scherzi o altre azioni bullistiche ma che non sono gli ideatori; i testimoni che non partecipano direttamente ma sono a conoscenza dei fatti e non fanno nulla per fermare o denunciare l'accaduto.
E' difficile indicare un periodo in cui il bullismo è nato, prababilmente è sempre esistito; ciò che però si è constatato negli ultimi anni è la sua grande diffusione, specie con l'avvento di internet e dei social. Si è, così, trasferito ed ampliato questo fenomeno nel mondo digitale e nel web, diventanto cyberbullismo.
Si definisce cyberbullismo:
