E'
usanza comune attribuire alla parola crisi
un significato negativo associato ad una situazione stressante (crisi
economica, di coppia, esistenziale) e a sentimenti di preoccupazione,
ansia, tristezza e disperazione; in realtà, l'etimologia del termine
crisi (dal greco Krisis)
vuol dire scelta, decisione e cambiamento, in sostanza si potrebbe
affermare che si tratta di un periodo di transizione e di passaggio
verso un nuovo benessere.
Un
evento in sé non è mai prettamente negativo o positivo, piuttosto
si può parlare della percezione di eventi prevedibili (nascita,
morte, matrimonio, diploma, ecc) ed altri imprevedibili (morte
improvvisa, separazioni, divorzi, ecc.), che, a seconda di come
vengono vissuti, possono rappresentare un ostacolo oppure
un'opportunità di crescita.
Esiste
una formula "magica" per superare i periodi critici e
stressanti rimanendo indenni? Per certi versi sì, grazie alla
resilienza.
La
parola resilienza
deriva dal verbo latino
resilere,
ovvero saltare indietro, rimbalzare; viene usato in campo fisico per
riferirsi alla capacità di un corpo di resistere agli urti, in
ingegneria è inteso come la capacità di un metallo di mantenere la
propria forma in seguito ad uno stress meccanico, forze impulsive,
urti improvvisi, senza rompersi o spezzarsi.
La psicologia ha adottato il termine per descrivere la capacità di un individuo di superare un evento stressante, traumatico, avverso, continuando a vivere e a svilupparsi positivamente e attivando nuove risorse (Cyrulnik, 2000).
Lo si nasce o lo si diventa?